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Patent box: una opportunità per le PMI (e non solo)

07/10/2019

COS’È IL PATENT BOX

Il Patent Box è un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti, di disegni e modelli industriali, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (Know-How). I redditi derivanti dai marchi non sono più agevolabili dal 2017 (adeguamento alle direttive OCSE).

A CHI SI RIVOLGE

Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata e dal titolo giuridico in virtù del quale avviene l’utilizzo dei beni. 

COSA CAMBIA CON IL DECRETO CRESCITA: eliminazione dell’obbligatorietà della procedura di Ruling

L’art 4 del decreto crescita aggiunge la possibilità di autodeterminazione dell’agevolazione (definita determinazione diretta) da parte dell’impresa che richiede l’agevolazione. Tale procedura è alternativa alla procedura di Ruling (ancora attiva per chi ne fa richiesta) che prevede una fase interlocutoria con l’agenzia delle Entrate in cui si discute dell’entità dell’agevolazione.

In sostanza, è possibile accelerare i tempi di rilascio dell’agevolazione effettuando una sorta di autovalutazione dell’agevolazione. L’agevolazione viene ripartita in tre quote annuali di pari importo da indicare nella dichiarazione dei redditi e dell’IRAP relativa al periodo di imposta in cui viene esercitata l’opzione e nei due periodi d’imposta successivi.

Eventuali chiarimenti, ritocchi e aggiustamenti dell’agevolazione verranno discussi con l’Agenzia delle Entrate. La norma, infatti, prevede che la sanzione per infedele dichiarazione non si applichi qualora, nel corso dell’accesso, ispezione, verifica o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all’Amministrazione finanziaria la documentazione idonea a consentire il riscontro della corretta determinazione della quota di reddito escluso.

Tale modifica dovrebbe snellire le procedure e semplificare l’accesso all’agevolazione.

Probabilmente, la ratio di questa modifica è volta ad agevolare il processo per le aziende meno strutturate. Tuttavia la documentazione e le valutazioni da presentare nella nuova procedura di autodeterminazione sono comunque complesse e vanno affrontate da fiscalisti esperti.

DATI DI UTILIZZO FINO AD OGGI

Il Patent Box ha comportato importanti investimenti da parte dello Stato.

Dalle dichiarazioni per il 2016 emerge che 1148 imprese hanno usufruito del Patent Box 1.148 società (+85% rispetto al 2015) per un ammontare di reddito detassato e plusvalenze esenti pari a 1,4 miliardi di euro (4,3 volte il valore del 2015). L’incremento maggiore si riscontra nei settori “manifatturiero” (circa 4 volte il valore del 2015, passando da 173 milioni di euro a 690 milioni di euro) e “commercio all’ingrosso e al dettaglio” (15 volte il valore del 2015, passando da 18 milioni di euro a 272 milioni di euro). Il reddito detassato, proveniente dall’utilizzo diretto dei beni immateriali, ammonta a circa 1,3 miliardi di euro, di cui oltre 295 milioni di euro provenienti dalla quota agevolata relativa a periodi d’imposta compresi tra l’istanza di ruling e la data di sottoscrizione dell’accordo.  L’ammontare dell’agevolazione è concentrato per il 70% nei settori “manifatturiero” (50%) e “commercio all’ingrosso e al dettaglio” (20%).

Molte istanze di agevolazione, tuttavia, sono state abbandonate dopo le prime richieste da parte delle Agenzie delle Entrate.

OBIETTIVI FUTURI

Nei numerosi incontri tenuti sul tema è emerso in modo evidente che le PMI restano spesso escluse dal Patent Box. Tuttavia, i fiscalisti evidenziano che l’approccio richiesto dal regime agevolato per la valutazione dei costi e dei redditi associati ai titoli di Proprietà Intellettuale contribuisce ad incrementare la consapevolezza delle aziende in merito al loro asset immateriale e al valore del proprio Know-How.
Il Patent Box sensibilizza, dunque, le aziende sull’importanza dell’IP, e un simile aumento di consapevolezza non può che portare a un arricchimento del contesto competitivo.

In virtù di queste considerazioni, possiamo affermare che la misura è stata accolta favorevolmente, nonostante le difficoltà di natura gestionale e i costi iniziali che implica.

 

 

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