EU–India: opportunità che crescono, mercati che si aprono… e l’IP che fa la differenza

Il nuovo Accordo di Libero Scambio tra Unione Europea e India recentemente firmato, che entrerà in vigore nel 2027, è un’intesa storica che apre spazi concreti all’internazionalizzazione delle imprese italiane ed europee, facilitando l’accesso a uno dei mercati più grandi e dinamici al mondo grazie a significative riduzioni tariffarie.

A mero titolo esemplificativo, le tariffe sui vini scenderanno in primis dal 150% al 75% fino ad arrivare al 20% in futuro.  Per un mercato in cui oggi l’Italia esporta appena 2,6 milioni di euro di vino, queste condizioni rappresentano un’occasione senza precedenti (fonte qui).

Entrare nel mercato indiano richiede investimenti in branding, comunicazione, reti distributive e commerciali. Tuttavia, senza un’adeguata tutela della proprietà intellettuale e della propria rete distributiva, il rischio di imitazioni e appropriazioni indebite aumenta, soprattutto in un contesto in così rapida espansione.

Per questo l’apertura del mercato e la crescente domanda di prodotti europei rendono indispensabile proteggersi attraverso: marchi, design, brevetti, varietà vegetali, indicazioni geografiche, contratti di distribuzione ben redatti, capaci di:

    • tutelare la propria innovazione tecnologica
    • tutelare il marchio e i propri segni distintivi
    • definire con chiarezza diritti e obblighi del distributore
    • prevenire usi impropri dei propri segni distintivi

 

Il nostro team di professionisti, che include un gruppo specializzato nella tutela della proprietà intellettuale in India, è pronto ad affiancare le imprese che desiderano sfruttare al meglio le opportunità dell’accordo UE–India, proteggendo i loro asset immateriali e contribuendo a costruire strategie di tutela per l’ingresso e lo sviluppo nel mercato indiano.

 

 

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