Start With Why: perché facciamo quello che facciamo
Un’applicazione del Golden Circle di Simon Sinek all’identità e alla missione di Studio Torta
Nel suo lavoro più noto, Simon Sinek ha proposto un’idea tanto semplice quanto potente: le organizzazioni capaci di ispirare non partono da ciò che fanno, ma dal perché lo fanno. Il suo “Golden Circle” dispone tre cerchi concentrici: al centro il perché (why), poi il come (how), infine il cosa (what). La maggior parte delle imprese comunica dall’esterno verso l’interno: sa perfettamente che cosa fa, spesso come lo fa, raramente perché. Le organizzazioni che lasciano un segno invertono l’ordine: partono dal perché.
Questa, osserva Sinek, non è soltanto retorica, ma neurofisiologia. Il cosa parla alla neocorteccia, la parte razionale e linguistica del cervello; il perché parla al sistema limbico, sede delle emozioni, della fiducia e delle decisioni. È la ragione per cui, in ultima analisi, le persone non aderiscono a ciò che un’organizzazione fa, ma al perché lo fa. Vale per i clienti, e vale per i professionisti che scelgono dove costruire la propria carriera. Questo articolo prova a rispondere, per Studio Torta, alla domanda che sta al centro del cerchio.
Il fondamento economico del nostro perché
Prima del perché di Studio Torta conviene fissare il perché economico del mestiere stesso. La teoria economica dell’innovazione muove da una constatazione: la conoscenza è un bene particolare. È non rivale (l’uso da parte di uno non ne impedisce l’uso ad altri) e difficilmente escludibile: una volta divulgata, è arduo impedirne l’appropriazione. Già nel 1962 Kenneth Arrow ne trasse il celebre paradosso dell’informazione: senza un meccanismo di protezione, chi investe in ricerca non riesce ad appropriarsi dei frutti del proprio sforzo, perché le idee “sfuggono” e generano esternalità positive a vantaggio di altri. L’esito, in assenza di correttivi, è il sotto-investimento in innovazione: un fallimento di mercato.
I diritti di proprietà intellettuale (brevetti, marchi, disegni) sono la risposta istituzionale a questo fallimento. Restituiscono escludibilità a ciò che per natura ne è privo, trasformano un’idea in un asset appropriabile, finanziabile e difendibile, e riallineano l’incentivo privato al beneficio collettivo. È il meccanismo che rende economicamente razionale innovare. Joseph Schumpeter lo aveva intuito descrivendo l’innovazione come motore della “distruzione creatrice”; la teoria della crescita endogena di Paul Romer lo ha formalizzato, mostrando che sono le idee, non solo capitale e lavoro, a spiegare la crescita di lungo periodo.
Non è teoria astratta: è la fotografia del capitalismo contemporaneo. Secondo l’Intangible Asset Market Value Study di Ocean Tomo (2025), gli asset intangibili rappresentano ormai circa il 92% del valore di mercato delle società dello S&P 500, contro il 17% del 1975: un’“inversione economica” per cui il valore è migrato da ciò che si può “toccare” a ciò che si può “pensare” (in Europa il fenomeno è più contenuto, ma nella stessa direzione). La proprietà intellettuale è la spina dorsale giuridica di questo valore intangibile.
C’è di più: anche i marchi hanno un fondamento economico preciso. In un mercato segnato da asimmetrie informative, dove il compratore non conosce a priori la qualità di ciò che acquista (il “mercato dei bidoni” descritto da George Akerlof), il marchio riduce i costi di ricerca, segnala qualità e reputazione e sostiene la fiducia su cui poggia lo scambio. Proteggere un marchio significa proteggere l’informazione che rende efficiente un mercato.
Il nostro perché (Why)
Ecco allora il perché di Studio Torta. Crediamo che l’innovazione e la creatività siano la forza che fa progredire l’economia e la società, e che chi ha il coraggio di creare (inventori, imprese, centri di ricerca) meriti di veder protetto e valorizzato il frutto del proprio ingegno. Esistiamo per dare a chi innova la sicurezza di investire nel futuro: trasformiamo idee immateriali in diritti solidi, difendibili e capaci di generare valore. Proteggere la proprietà intellettuale, per noi, significa proteggere l’incentivo stesso a innovare, e quindi contribuire a un’economia in cui l’ingegno viene premiato.
È un perché nato oltre 145 anni fa, nel 1879, quando i fratelli Torta furono tra i primi in Italia a comprendere che le idee avrebbero avuto bisogno di essere difese; ed è rimasto immutato attraverso tre secoli di storia industriale.
Il nostro come (How)
Il come è il modo in cui questo perché prende forma ogni giorno. Lo realizziamo con una combinazione rara: una competenza tecnica e giuridica di altissimo livello, trasversale sia ai diversi settori dell’innovazione, dalla chimica alle scienze della vita, dall’elettronica al software, sia ai diversi strumenti di tutela della proprietà intellettuale, dai brevetti ai marchi e ai disegni; un modello partner-driven, in cui la responsabilità verso il cliente è personale e diretta; l’indipendenza, che ci consente di mettere l’interesse del cliente prima di ogni altra logica; e la capacità di tenere insieme tradizione e innovazione, affiancando a un secolo e mezzo di esperienza gli strumenti più avanzati, come l’intelligenza artificiale applicata ai processi. È un come fatto di relazioni durature, non di transazioni.
Il nostro cosa (What)
Il cosa, infine, è la manifestazione tangibile del perché: il deposito e la tutela di brevetti, marchi e disegni; la gestione e la valorizzazione dei portafogli di proprietà intellettuale; il supporto tecnico nel contenzioso; la consulenza strategica su come costruire, difendere e monetizzare gli asset immateriali. Sono i servizi che il mercato vede. Ma, nella logica del Golden Circle, sono la conseguenza del perché, non il punto di partenza.
Il perché come bussola
Partire dal perché non è un esercizio narrativo: è una bussola per le decisioni. Guida la scelta di crescere restando indipendenti, aggregando altri studi senza rinunciare alla nostra identità; l’investimento in tecnologia e intelligenza artificiale, non come moda ma come strumento al servizio della qualità; l’impegno nella sostenibilità, perché il valore che proteggiamo per i clienti vogliamo generarlo anche in modo responsabile.
In un’economia in cui circa il 90% del valore d’impresa è ormai fatto di idee, il nostro perché è più attuale che mai: esistiamo perché le idee di chi innova diventino valore protetto e duraturo. E, come ricorda Sinek, le persone non aderiscono a ciò che facciamo, ma al perché lo facciamo. Il nostro perché, da 145 anni, è lo stesso.
Riferimenti concettuali: S. Sinek, “Start With Why” (Golden Circle); K. Arrow (1962), economia dell’informazione; J. Schumpeter, distruzione creatrice; P. Romer, crescita endogena; G. Akerlof, asimmetrie informative; Ocean Tomo, Intangible Asset Market Value Study 2025.




